Itinerari - passione della vela

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Itinerari

crocere
L'ISTRIA ; dove navighiamo in primavera ed a settembre partendo dalla nostra base di Aprilia Marittima.
Lo diceva Plinio:
In Istria i Romani si sentono degli dei; e solo così ci si può sentire navigando lungo la costa di questa penisola con il suo corollario di località di incantevole bellezza : Pirano, Umago, Novigrad, Parenzo, Vrsar e Rovigno, tutte segnate dai loro svettanti campanili.
Il profilo dell'Istria si presenta basso e collinoso rivestito in parte da pinete, alternato da pianori coltivati, poi un susseguirsi di insenature e di porticcioli per terminare nel piccolo arcipelago delle Isole Brioni, uno dei parchi nazionali della Croazia e situate davanti alla “ romana “ città di Pola.

rotta istria molat
Si parte da Umag
Il porto d’ingresso dell’Istria è rappresentato da Umag, dove verranno espletate tutte le operazioni di entrata. Io preferisco non fermarmi ma scendo ancora un poco verso sud dove dopo circa sei miglia.
si trova il golfo di daila dove mi fermo all'ancora per la notte. Magari una capatina al ristorante Belveder dove si mangia ottimamente. Consiglio di prenotare!!!! In alternativa a sole sette miglia a sud di Umag, si trova Novigrad dove si può ormeggiare o al marina Nautica oppure ad uno dei numerosi gavitelli oppure alla diga foraneache protegge il porto dai venti meridionali. Per gliamanti delle rade, più a sud di Novigrad si può,invece, buttare l’ancora in Val di Torre, nell’ampio golfo dove il fiume Mirna sfocia nel mare. La rada,grazie al mescolarsi di acqua dolce e salata, è ricca di pesce, fra tutti branzini e cefali.
Verso sud
Continuando verso sud, la barca scivola tra casette di pescatori, pescherecci alla fonda e fari a strapiombo. Il primo marina che si incontra è PortoCervar, tra i più antichi della Croazia, che anticipa l’arrivo a Porec. Qui tutto profuma d’Oriente, in un dedalo di calli candide in levigata pietra istriana che conducono alla basilica Eufrasiana, in puro stile bizantino con mosaici in oro, alabastro e madreperla. La città ha due porti: uno in città, l’altro nella baiadi Mulandrija. Per regalarsi un carpaccio di scampie polpo, pesce con asparagi e tartufo nero, si può andare a Sveti Nikola, l’isola che protegge il portodella città, con la quattrocentesca torre rotonda,uno dei più vecchi fari dell’Adriatico.Proseguendo costeggiando le varie isolette tra voli di cormorani in formazione,Funtana e Vrsar offono l’occasione per una nuova sosta. Due bei marina, moderni e ben gestiti, sistemati accanto a due cittadine completamente diverse. Funtana,con le case che si ritirano verso l’interno, sembra quasi nascondersi dal mare, mentre Vrsar, cittadina nella quale Casanova si narra abbia avuto piùdi un’avventura galante, domina la baia occupata da yachts, barche e pescherecci, fra le banchine arricchite da colonne in pietra, autentiche piccole opere d’arte. Lasciata Vrsar, si punta suRovinj, gettando l’ancora dopo appena cinque miglia di navigazione davantialla lussureggiante isola rossa. Rovinj è un miraggio di pietre bianche, facciate colorate e tetti rossi.Appoggiato sull’acqua, sembra quasi un portoligure con il labirinto di viuzze e corti, la Grisia, lascalinata per salire in cima alla settecentesca chiesadedicata a Sant’Eufemia, statua di quattro metri chetiene in mano una ruota di timone e una foglia di palma. Vista da lontano, l’antica cittadina sembra staccarsi dalla costa, circondata dalle piccole isole e caratterizzata dalla sagoma slanciata del campanile della chiesa. Si può mangiare un ottimo piatto di pesce alla taverna Lo spaccio, gestita dalla BatanaHouse, il museo dedicato alla pesca.
Navigando verso il sud dell’Istria, si fiancheggia una costa bassa, il consiglio è di fare rotta versol’arcipelago delle Brijuni, ieri buen retiro di Tito,oggi parco nazionale. Posizionate a meno di trechilometri dalla costa istriana, queste isole sono caratterizzate dalla contemporanea presenza diuna vegetazione mediterranea e subtropicale, da150 specie diverse di uccelli e dalle vestigia diville romane e bizantine, oltre che dalle rovine di fortezze e monasteri medievali. Tutte bellezze dascoprire in barca o, in alternativa, a piedi, poichè sulle Brijuni vige il divieto assoluto di circolazione a macchine, motorini e biciclette. L’approdo più spettacolare è Veli Brijun, la maggiore delle isole, qui si può dare fondo lungo il Fazanski Kanal, nelle caledi Verige e di Runci.Tenete conto che la sosta alle brioni non è proprio a buon mercato........
Tornando su quella costa istriana che fu per secoliluogo d’incontro e di scambio culturale e commerciale tra genti italiane, tedesche e slave, troviamo su una collina una grande arena in pietra bianca, uno degli anfiteatri romani più conservati al mondo,che annuncia Pula, per 3000 anni il porto più importante dell’Adriatico. Il mare cristallino, le pinete che arrivano fino all’acqua, non sono merito dei romani,ma della natura, apprezzate fin da metà ottocento,quando la città attirava turisti dall’Italia e dall’Impero Austriaco. Di quell’epoca restano i grand hotel allungati come cetacei sul lungomare. E’ un piccolo sogno di design, invece, il Valsabbion Restaurantand Hotel, vista mozzafiato e piatti da applausocome la sogliola ripiena di capesante.

Via dalla folla
La vera vita marinara pulsa, però, alcune miglia più a sud. Passate le strutture balneari polesi, le spiagge, le terrazze sotto alle ville e agli alberghi,si arriva fino all’isolotto di Veruda, che offre un’insenatura sicura la cui parte occidentale è occupata dai club velici locali, mentre, in quella orientale si è sistemato il marina, uno dei più grandi dell’Adriatico. Nel porto c’è un movimento continuo, ma bastano pochi minuti di navigazione per fuggiredalla ressa riparandosi per un bagno nell’isolotto di Fraskeric, e dando ancora di notte nella vicina baia di Soline. Veruda e Soline, assieme a Paltanae Valmizeja, altre due insenature più piccole maben riparate, solo le mete nautiche più meridionalidell’Istria.Di nuovo a bordo, prua verso Capo Premantura la penisola rocciosa. Si doppia il faro dello scoglio diPomer, che avverte della presenza di pericolosesecche e scogliere che per un miglio proseguonolungo la terraferma, e subito dopo Punta Kamenjaksi incontrano due belle insenature, Debeljak ePortic, ottime per un bagno e per trascorrere lanotte in rada, eccetto che in caso di bora. Versonord ha inizio un vero e proprio labirinto di isole,isolotti e scogli che nascondono l’imboccatura del golfo di Medulin. Lungo oltre un miglio e largoaltrettanto, il golfo è un riparo sicuro per molte navi,con un altro marina dell’ACI situato a Pomer.

Lasciando l’Istria per una breve tappa nell’Arcipelago del Quarnaro, si fa rotta verso l’isola diLussino, patria di generazioni di pescatori, marinaie capitani coraggiosi. Qui si ormeggia nella spettacolare baia di Mali Lošinj (Lussinpiccolo) o nelladeliziosa caletta di Cikat, paradiso tropicale conuno specchio d’acqua cristallino. Pochi chilometriseparano il centro dall’altra località dell’isola, VeliLošinj (Lussingrande), una Portofino in miniatura con il porticciolo di barchette sorvegliato da un’imponente chiesa. Meteo permettendo è bello fermarsi a Rovenska. Poche miglia e si approda a Ilovik,oltre la punta meridionale di Lussino. Vi sono diversi ristoranti, ma secondo me col passare degli anni la qualità è scesa notevolmente.
Diciamo che più verso sud che andiamo i paesaggi sono sempre più belli e approdi ed ormeggi sono innumerevoli. Prima di arrivare alle Incoronate, troviamo l'isola di Premuda Molat, Isola Lunga e svariate isole
per descriverle tutte dovrei fare un romanzo, ma preferisco farlo fare a chi è del mestiere.

 
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